
Quando si parla di veicoli a guida automatica, o carrelli automatici, si incontrano spesso due sigle: AGV e LGV. Per chi non conosce il settore sembrano due prodotti diversi. In realtà non sono alternative: LGV è un sottoinsieme degli AGV. La differenza sta nel modo in cui il veicolo si localizza.
Che cos’è un AGV
Un AGV, acronimo di Automated Guided Vehicle (veicolo a guida automatica), è una macchina senza conducente usata in produzione, logistica e servizi per spostare prodotti finiti, semilavorati o attrezzature. Si distingue da un robot a guida autonoma perché non calcola liberamente il proprio percorso: segue tracciati programmati in fase di progetto, da cui non si discosta.
AGV è quindi un termine generico: indica qualsiasi veicolo che si muove in modo automatico in un ambiente, a prescindere dal metodo di navigazione. Un AGV può seguire un filo nel pavimento, una serie di magneti, un nastro colorato, codici QR, il profilo delle pareti oppure riflettori laser. Le famiglie di veicoli sono descritte nella guida ai tipi di AGV.
Che cos’è un LGV
Un LGV, acronimo di Laser Guided Vehicle (veicolo a guida laser), è un AGV che si localizza con la navigazione laser. È un nome più specifico per indicare un particolare tipo di veicolo a guida automatica.
Sul veicolo è montata una testa laser rotante, per esempio una SICK NAV350, che misura angolo e distanza di riflettori catarifrangenti installati su pareti e strutture. Conoscendo la posizione dei riflettori, il veicolo calcola per triangolazione la propria posizione nel layout, con una precisione nell’ordine dei millimetri. La guida laser è uno dei sistemi più versatili e affidabili per la navigazione AGV: i percorsi si modificano via software, senza interventi sul pavimento.

Il funzionamento matematico è spiegato nella guida alla triangolazione laser negli AGV.
AGV e LGV a confronto
| Aspetto | AGV | LGV |
|---|---|---|
| Significato | Automated Guided Vehicle | Laser Guided Vehicle |
| Ampiezza del termine | Generico: qualsiasi veicolo a guida automatica | Specifico: AGV con navigazione laser |
| Riferimenti di navigazione | Filo, magneti, nastri, QR code, contorni, laser | Riflettori catarifrangenti |
| Modifica dei percorsi | Dipende dalla tecnologia | Via software, senza opere a pavimento |
| Esempio | AGV filoguidato in una linea storica | Carrello elevatore laser in magazzino |
In sintesi: ogni LGV è un AGV, ma non ogni AGV è un LGV. Nel linguaggio commerciale italiano “LGV” viene spesso usato per indicare i carrelli elevatori automatici a guida laser, ma la sigla descrive la navigazione, non il tipo di carico.
Quando conviene un LGV
La guida laser è indicata quando:
- il layout può cambiare nel tempo e non si vogliono opere a pavimento;
- servono precisione e ripetibilità nello scambio con scaffali e rulliere;
- l’ambiente permette di installare riflettori visibili lungo il percorso;
- si vuole un veicolo che riconosce la propria posizione appena acceso.
È la navigazione tipica dei carrelli LGV: carrelli elevatori automatici usati come navette LGV tra produzione, buffer e magazzino, che fanno parte di sistemi AGV e LGV completi.
Altre tecnologie possono essere preferibili in ambienti molto sporchi, in corridoi lunghissimi e uniformi o all’esterno. Spesso la soluzione migliore è una navigazione combinata, per esempio laser nei reparti e magneti in un tratto critico. Tutte le alternative sono confrontate nella guida alla navigazione degli AGV.
E gli AMR?
Un terzo acronimo che si incontra spesso è AMR, Autonomous Mobile Robot. Un AMR pianifica il percorso in modo più autonomo e può aggirare gli ostacoli; un AGV, anche se LGV, segue percorsi definiti e coordinati da un gestore centrale. Le differenze sono trattate nella guida AGV o AMR.
Domande frequenti
LGV e AGV sono la stessa cosa?
Un LGV è un AGV: la sigla indica soltanto che il veicolo usa la navigazione laser. AGV è il termine generale.
Un LGV è sempre un carrello elevatore?
No. La guida laser si può usare su veicoli a forche, da traino, a rulliere o a sollevamento. Nell’uso comune però “LGV” indica spesso un carrello elevatore automatico.
Quanti riflettori servono a un LGV?
Il veicolo deve vedere almeno tre riflettori in ogni punto del percorso. Il numero complessivo dipende dal layout e si definisce durante il rilievo.
Un impianto AGV filoguidato può diventare LGV?
Sì. Si può fare anche in modo graduale, con veicoli filoguidati e laser gestiti dallo stesso sistema di controllo durante la transizione: vedi ammodernamento di sistemi AGV.
